dati generali   

 

  

 

PARROCCHIA S. MARIA MAGGIORE 

Diocesi di Vigevano

Piazza don Luigi Galassi, 4 27020 Dorno PV


 

 

Popolazione: 4613 abitanti, nuclei familiari 1968 (al 31-10-2009)


Fondazione 1187 - Costruzione Chiesa 1860 - Data Dedicazione 1889

Sac. Rondina don Fontino, Prevosto - Tel. 0382-84046 - email: fontino@virgilio.it

 

Altre chiese: 

S. Cuore alla Casa di Riposo (C 1905)
Madonna del Boschetto
SS. Rocco e Bernardino (C 1500)  
S. Materno 
S. Crocifisso alla Menocca

  
Case religiose femminili:
Suore Benedettine Div. Provv., Casa di riposo - Tel. 0382-84413
 

Reliquie insigni in parrocchia: S. Eufemia V. M. (catacombe di Roma) - Dorno (16 settembre)

 

Ecclesiastici illustri:  Mons. PASSERINI Pio da Dorno, P. I. M. E. - Vescovo Titolare di Acanto - Vicario Apostolico di Shen Si- Cina (1866-1918).

 

Congressi:  III Congresso Eucaristico Diocesano 8-11 settembre 1927

Santa Eufemia martire

 

 

 

 

 

Cristo Re tra s.Bartolomeo Apostolo e s.Materno vescovo

Sec.XX, (1925-1949)

tempera su intonaco

cm350x550 circa

Chiesa di Santa Maria Maggiore, prepositurale
presbiterio, catino absidale

 

  

 UN PO' DI STORIA 

 (tratto da: Dorno -  memorie religiose, di Padre Francesco Pianzola - 15/08/1933)

 


Le glorie più alte di Dorno si imperniano nella storia della sua chiesa. È certamente una delle prime pievi lomelline, ed ebbe presto la notizia della buona novella del cristianesimo. L’importanza di questa Pieve si può dedurre dal titolo, che è riportato in una carta vogherese del 9 giugno 1187 “S. Maria dei Dornesi” S. Maria Durnensium.

 LA MATRICE

Non vi è pieve pavese, che possa gareggiare con Dorno nell’estensione e nel numero delle chiese filiane. S. Maria di Dorno detta anche Santa Maria Maggiore nelle carte antiche (1.300) è dichiarata matrice delle parrocchie di Gropello, di Sannazzaro, di Alagna, di Scaldasole, di Zinasco, di Zerbolò, di Parasacco, di San Martino de Laveno (comune tra Garlasco e Dorno), e della chiesa di S. Paolo Di Aurelio. Era una Piccola diocesi.

 LA COLLEGIATA  

S. Maria Maggiore era collegiata insigne. In antico aveva tanti canonici quanti erano i titoli prebanti della matrice. Intorno al 1377 salirono a nove con una dignità di prevosto. Nel 1760 il 21 ottobre Giuseppe Scarlatta lasciava un nuovo beneficio alla chiesa collegiata di  Dorno col titolo di Canonicato S. Giuseppe con obbligo di una messa al giorno. La Collegiata fu soppressa nel 1810; ma continuò a funzionare siano alla morte dei Beneficiati. Nel 1811 i Canonici si obbligarono alla sola residenza festiva e dell’ottava del Corpus Domini. Così scomparve questa insigne collegiata.

 L’ANTICA CHIESA

 Aveva tutte le tracce palesi della sua antichità, si trovava circa sul posto della chiesa attuale, fuori del castello. Era di forma romanica a tre navate, dopo la visita del 1460 si era innalzata la volta anche nella nave centrale e, come nelle chiese coeve, si erano ingigantiti i pilastri per sostenerla.

 Le muraglie erano sode, ma assai umide nell’interno. Essendo vicina alla fortezza, subì parecchie distruzioni in modo che man mano si estese e fu annessa alle muraglie stesse del castello. Si innalzava di poco dal terreno ed era assai stretta, certo molto insufficiente per contenere la metà della popolazione di Dorno. In un rifacimento del sec. XVI una torre del castello diventò il campanile. Gli altri erano addossati alle pareti e alle colonne. Nel finire del secolo XV la parrocchia filiana di S. Martino di Laveno era scomparsa per inondazione del Po, e allora il Rettore si portò a Dorno coi parrocchiani rimasti e funzionava nella chiesa parrocchiale. Nel 1565 la Rettoria di S. Martino è ridotta a Chiericato e con decreto del Vecovo Card. Rossi è unito al beneficio parrocchiale di Dorno.

  DIGNITÀ DEI PREVOSTI

I prevosti di Dorno ebbero nella storia speciali mansioni, anche importanti, con delegazione dello stesso Sommo Pontefice. Invero nell’anno 1272, fervendo la lite tra il monastero del Monte Oliveto e quello del Senatore di Pavia per aver fabbricato una chiesa oltre i confini della propria giurisdizione, fu delegato Rainerio Prevosto di Dorno a comporre la vertenza assai complessa. Ancora nel 1273, il medesimo Prevosto è nominato arbitro apostolico del PP. Gregorio X  con l’Arciprete del Duomo di Milano, Olrico Scacabarozzo per definire con autorevolezza la detta controversia. Alla propria dignità i Prevosti di Dorno unirono sempre una condotta esemplare, da essere stimati sia nella diocesi pavese, sia dopo l’aggregazione in quella vigevanese.

  ECCLESIASTICI NOTEVOLI

Il Sac. Giuseppe Crotti nel 1777 il 20 marzo fondava l’opera di S. Giuseppe per dare elemosine ai poveri, medicine agli infermi e due doti annuali a due povere figlie.

Il Prevosto Gabba D. Carlo Giuseppe, fu celebre professore di diritto canonico nell’università di Pavia.

Il Prevosto D. Giacomo Garbarini, al quale si deve la costruzione della nuova chiesa parrocchiale. L’antica chiesa era insufficiente a contenere la popolazione. Perciò il Prev. Garbarini, che prese possesso nel 1840, pesò tosto a rinnovarla. “Il mio primo pensiero (dice egli in una sua memoria) nella residenza di Dorno (prima era prevosto a Cilavegna) fu quelli di provvedere la popolazione di una chiesa capace a contenerla. Per tal fine ho proposto la vendita dei beni posseduti dal Santuario del Boschetto a Pieve Albignola con la condizione però di provvedere lo stesso Santuario di quanto abbisogna”.

Ad effettuare il suo disegno dovette superare non poche difficoltà. La 1A  pietra fu benedetta il 28 maggio 1849, anno di grande movimento nei popoli per la nazionale indipendenza.

Il Prevosto Galassi D. Luigi uomo di pronto ingegno e di grandi virtù, lasciò tracce indelebili nel suo popolo, che gli eresse un monumento in chiesa parrocchiale. Rinunciò a posti più alti offertigli da Mon. De Gaudenti con molta insistenza. Fu una sua pena intima non accondiscendere ai desideri dei superiori, ma ciò egli fece per un sentimento di umiltà eccessiva.“Io non ebbi, così scriveva ad un suo amico nel 1890, mai un pensiero che andasse oltre ai confini della mia parrocchia: non ho mai aspirato ad altro, fuorché ad adempiere meno male i miei doveri, terminare la mia chiesa, e starvi dentro con santa compiacenza. La lucciola sta bene in mezzo alle siepi”I suoi funerali furono chiamati dal Prevosto viciniore D. Lorenzo Mazzini di Gropello, che ne fece anche la relazione nel giornale diocesano di allora. In tutti gli anni i confratelli gli cantarono un solenne ufficio di suffragio per l’anima sua.  

 

Il Vescovo Mons. Pio Giuseppe Passerini . Nacque Zinasco Vecchio dai coniugi Pietro e Francesca Passerini, oriundi di Dorno, il 6 gennaio 1866. Passò la sua infanzia a Dorno e parte della sua giovinezza nel seminario di Vigevano. La sera del 29-11-1887, alla presenza del cardinale Simeoni professava solenne giuramento di dedicarsi tutto alle missioni; e ordinato sacerdote il 22-12-1888 in S. Giovanni in Laterano, partiva poi per la Cina nel settembre del 1889. Con breve del 29-3-1895 veniva eletto, a soli 29 anni, Vescovo titolare di Acanto e Vicario Apostolico dello Scensi meridionale; e alcuni mesi dopo veniva consacrato nella chiesa della Residenza, dal Francescano Vicario Apostolico dello Scensi settentrionale. Si addormentava nel Signore, dopo brevi giorni di malattia, nell’aprile del 1918. IL Municipio gli ha dedicato una via del paese. Insieme con il missionario Vescovo Passerini vanno ricordati due altri missionari. Il missionario Padre Ruggero Perotti, missionario in Cina sul Scensi meridionale, e il missionario D. Carlo Laboranti, missionario nel Bengala, addetto all’Istituto delle Missioni di Milano.

Il Prev. Mons. Giuseppe Maroi nato a Cava Manara nel 1860 e morto a Dorno nel 1933, lascia grande memoria di sé per le esimie virtù e la vasta cultura. Dottore in teologia insegnò nel Seminario, lettere, scienze, filosofia. Parroco esemplare, abbellì la chiesa e innalzò il salone dell’oratorio. Le sue opere non furono poche, i suoi funerali celebrati da Mons. Vicario Generale Zorzoli Emanuele, suo compagno di scuola, furono splendidi e rivelarono la grandezza dell’uomo scomparso.

 IL VICARIATO

La Vicaria di Dorno era originata in antico dalla vasta sua Plebania. Più tardi fu la più estesa della diocesi pavese. Nel 1761 la vicaria di Dorno era composta dalla Prepositura di S. Maria di Garlasco, dall’Arcipretura di S. Pietro di Pieve Albignola, dalla Rettoria di S. Nazaro di Sannazzaro, dalla Rettoria di S. Giorgio di Gropello, dalla Rettoria di S. Bartolomeo di Zerbolò, dalla Rettoria di Sairano, dalla Rettoria di S. Maria Avvocata di Parasacco, dalla Rettoria di S. Germano di Alagna, dalla Rettoria di S. Giuliano di Scaldasole, dalla cura mercenaria di Rinasco, e dalla cura mercenaria di Cusana. Nrl 1785 aveva in totale una popolazione di 14.974 abitanti. Dopo la sistemazione della diocesi vigevanese la Vicaria di Dorno si suddivise in tre vicariati, quello di Dorno, quello di Sannazzaro e quello di Garlasco.