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La nuova chiesa di san Materno

(le informazioni sono tratte dal libro: DORNO Appunti Storici di Dino Laboranti)

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Verso la fine di febbraio del 1964 rovinò un pezzo di volta e nei giorni 3 marzo e seguenti questo antico oratorio campestre di S. Materno fu abbattuto perché cadente e pericolante.

Nel 1970, nel corso di scavi intrapresi nella zona di San Materno dal Gruppo Archeologico Dornese della Biblioteca Comunale, sotto le fondamenta dell'antica costruzione, ormai ridotta a un cumulo di macerie, furono portati alla luce alcuni pezzi di marmo rosa facenti parte di una colonna e mattoni romani.

Questa antica chiesetta sorgeva difatti ai lati di una strada romana di secondaria importanza che si diramava dalla strada consolare delle Gallie che passava per Dorno e , oltrepassando il Po a Cascinotto, si inoltrava nel Vogherese per raggiungere l'Appennino e quindi i valichi che portavano al Mar Ligure.

Sullo stipite della porta di entrata della chiesetta era dipinta questa iscrizione latina:"Hic Deus omnipotens sanctum pro plebe praecantem/ Maternum exaudit votaque pienafacit./Coeli cive praecante saluti redditur aeger/ Aridus et pluviis saepe redundat ager/Gaudeat hinc populus tanto protectus amico/ Confisus speret prospera cuncta sibi."

Nella zona di San Materno fu rinvenuta, nella primavera del 1973, una necropoli (luogo di sepoltura con tombe romane a cremazione), a testimoniare stanziamenti umani d'epoca tardo celtica e romana (10 a.C., 10 d.C.) con ornamenti di letti funebri, appliques con profili umani e zoomorfi, ceramiche, vasi con incisioni a stecca decorati e verniciati, lacrimatoi, coppe, monete e reperti vitrei.

Dal fatto che certo a San Materno ci fu un insediamento romano nacque probabilmente la leggenda tramandata dai vecchi del paese secondo cui la chiesetta fu costruita dove una volta era Dorno; la leggenda riferisce inoltre che l'abitato, fu distrutto dall'Imperatore Federico Barbarossa nel XII secolo.

Nel 1996 è iniziato il rifacimento dell'antico oratorio con Il recupero di alcune parti dell'originale fondazione ad opera di un gruppo di volontari coordinato dall'Ing. Emilio Biscaldi che ne ha redatto il progetto e guidati dal Geom. Battista Cucchi. La riconsacrazione della nuova chiesetta campestre è stata ufficiata da Sua Eccellenza Mons. Claudio Baggini Vescovo di Vigevano il 23 settembre 2001.

I Il 13 luglio 1996 erano iniziati i lavori per la ricostruzione dell'antica chiesetta.

L'idea era stata promossa ed attuata dall'Associazione "La Sorgente", nata nel 1994 da un gruppo di amici con lo scopo di creare iniziative di volontariato senza fini di lucro a favore di tutta la Comunità.

chiesa san_materno_4La ricostruzione ha avuto luogo sul perimetro dell'edificio preesistente, del quale erano rimasti intatti solo alcuni monconi di muratura e i quattro piedi dei pilastri d'angolo.

Proprio per rispettare tali piedi la nuova struttura è stata appoggiata su pilastri che si arretrano di un paio di metri rispetto agli angoli stessi ed aggetta su di essi con struttura a sbalzo.

Su tutto il perimetro è stata pure creata una fascia orizzontale di vetro trasparente posta separazione tra l'antica e nuova muratura.

Tale fascia, che ha funzione pratica di impedire la risalita di umidità lungo i muri, vuole avere anche una duplice funzione simbolica: di mostrare che la Chiesa del terzo millennio poggia, pur mediante una nuova "trasparenza" sulle fondamenta della Chiesa antica; di invitare i fedeli che si raccoglieranno dentro le sue mura a guardare non solo verso l'alto ma anche in senso orizzontale verso i propri fratelli e le bellezze naturali che il Creatore ci ha affidato.

I lavori sono stati portati avanti esclusivamente nei giorni di sabato e prefestivi; vi hanno partecipato di volta in volta volontari di ogni età e, saltuariamente, alcune imprese del paese. Nell'archivio parrocchiale è stata depositata una nutrita documentazione fotografica, attestante l'avvenuta ultimazione dei lavori di costruzione benedetta il 23 settembre 2001 da Mons. Baggini e con una celebrazione eucaristica ufficiata da Don Guido Bosini alla presenza di sacerdoti oriundi dornesi.

L'altare è stato realizzato con una lastra di sasso sorretta da due ritti ricavati da un manufatto idraulico utilizzato nei fossi per fermare e deviare l'acqua per l'irrigazione dei campi.

Il suo significato è immediato se si pensa che l'antica devozione popolare contadina di Dorno usava rivolgersi a S. Materno quale protettore dei raccolti o quale propiziatore di pioggia dopo prolungati periodi di siccità.

Il pavimento è costituito da pianelle in cotto recuperate da demolizioni di vecchie case del paese, mentre le 14 pianelle immediatamente antistanti l'altare costituiscono tutto ciò che si è potuto recuperare dal pavimento originario.

Le panche restaurate da un volontario con la passione per il legno provengono dalla Chiesa di S. Rocco di cui sono in corso i lavori di consolidamento statico.s materno_rappr_25_5_03

Il 19 luglio 2001 i coniugi Negri Gregorio e Quattrini Maria donano alla Parrocchia di Dorno il terreno confinante a sud con la Chiesa di S. Materno, che gli stessi avevano acquistato all'inizio dei lavori perché non sorgessero ostacoli di tipo urbanistico che si opponessero alla ricostruzione, permettendo così di pensare per il futuro ad un programma di più ampio respiro che consenta un uso attivo del luogo di culto e di meditazione.

 
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