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Sant' Anna Madre della Beata Vergine Maria 26 luglio - Memoria
Sant'Anna e Maria Bambina, dipinto |
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I nomi dei genitori di Maria si conoscono dall'apocrifo 'Protoevangelo di Giacomo' (sec. II). Il culto di sant'Anna è documentato in Oriente nel sec. VI, in Occidente nel sec. X; quello di san Gioacchino nel sec. XIV. Nel rito bizantino il 25 luglio si ricorda la dedicazione a Costantinopoli di una basilica in onore di sant'Anna. (Mess. Rom.) Etimologia: Anna = grazia, la benefica, dall'ebraico Emblema: Libro |
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| Nella Sacra Scrittura si narra che la madre
del profeta Samuele, Anna, nell'affliggente sterilità che le aveva precluso
il privilegio della maternità, si rivolse con ardente preghiera al Signore e
fece voto di consacrare al servizio divino il nascituro. Ottenuta la grazia,
dopo aver svezzato il piccolo Samuele, lo portò a Silo, dov'era custodita
l'arca dell'alleanza e lo affìdò al sacerdote Eli dopo averlo offerto al
Signore. Su questa falsariga il Protovangelo di Giacomo, apocrifo del
secondo secolo, traccia la storia di Gioacchino e Anna, genitori della
Vergine Maria. La pia sposa di Gioacchino, dopo lunga sterilità, ottenne dal
Signore la nascita di Maria, che a tre anni portò al Tempio, lasciandovela
al servizio divino in adempimento del voto fatto. Il fondamento storico, probabile pur nella discordante letteratura apocrifa, è comunque falsamente rivestito di elementi secondari, copiati dalla vicenda della madre di Samuele. Mancando nei Vangeli ogni accenno ai genitori della Vergine, non restano che gli scritti apocrifi, nei quali non è impossibile rinvenire, tra i predominanti elementi fantastici, qualche notizia autentica, raccolta da antiche tradizioni orali. Il culto verso i santi genitori della Beata Vergine è molto antico, tra i Greci soprattutto. In Oriente si venerava S. Anna già nel secolo VI e tale devozione si estese lentamente in tutto l'Occidente a partire dal secolo X fino a raggiungere il suo massimo sviluppo nel secolo XV. Nel 1584 venne istituita la festività di S. Anna, mentre S. Gioacchino era lasciato discretamente in disparte, forse per la stessa discordanza sul suo nome che si rivela negli scritti apocrifi, posteriori al Protovangelo di Giacomo. Oltre al nome di Gioacchino, al padre della Vergine è dato il nome di Cleofa, di Sadoc e di Eli. I due santi venivano celebrati separatamente: S. Anna il 25 luglio dai Greci e il giorno successivo dai Latini. Nel 1584 anche S. Gioacchino trovò spazio nel calendario liturgico, dapprima il 20 marzo, per passare alla domenica nell'ottava dell'Assunta nel 1738, quindi al 16 agosto nel 1913 e ricongiungersi alla santa consorte, col nuovo calendario liturgico, al 26 luglio. "Dai frutti conoscerete la pianta", dice Gesù nel Vangelo. Noi conosciamo il fiore e il frutto soavissimo derivato dalla pianta annosa: la Vergine, Immacolata fin dal concepimento, colei che per divino privilegio fu esente dal peccato di origine per essere poi il tabernacolo vivente del Dio fatto uomo. Dalla santità del frutto, da Maria, deduciamo la santità dei genitori di lei, Anna e Gioacchino.
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La festa a Dorno |
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La festa di Sant'Anna è molto cara ai dornesi e si svolge l'ultima domenica di luglio. Il patroni del paese sono: Santa Maria Maggiore, San Bartolomeo Apostolo e San Materno di Milano Vescovo, la festa patronale si festeggia la seconda domenica d’ottobre. Oltre ai santi patroni, gli abitanti di Dorno venerano anche i santi Rocco e Bernardino da Siena per i quali, un'antica Confraternita nata nel XVI secolo (ora non più operante) , ha mantenuto la devozione fino ad ora. Tuttavia la festa più attesa è la Sagra di Sant'Anna, una settimana di spettacoli e divertimenti prima della chiusura delle fabbriche e della tanto meritata vacanza estiva. Per i dornesi non si può mancare a questa festa, la tradizione, ormai secolare, propone quest’evento come un appuntamento irrinunciabile per tutta la comunità. Già dagli inizi del secolo scorso la festa di Sant'Anna era molto partecipata, ma non era così importante e piena di trattenimenti come ora. Il "dì dla festa", cioè la seconda domenica d’ottobre, era la festa più importante. Ora la situazione si è un po' capovolta a favore di Sant'Anna soprattutto per il periodo più favorevole. La settimana di Sant'Anna è veramente un momento di gran festa; l'Amministrazione Comunale, in collaborazione con gruppi e associazioni della comunità, organizza spettacoli, cene e intrattenimenti vari. Il grest parrocchiale, in occasione della festa chiusura, mette in scena il tradizionale e tanto atteso spettacolo teatrale, ideato e interpretato da bambini e ragazzi coordinati dal gruppo animatori. Per tutto il periodo della sagra, in Piazza Moro, è presente il luna park per la gioia di bambini e ragazzi e la tristezza di alcune persone residenti nelle vicinanze della piazza, costrette ad ascoltare la rimbombante musica fino ad ora tarda. Anche la nostra comunità parrocchiale inserisce ogni anno celebrazioni e momenti di preghiera. I fedeli, che vogliono ridare a questa festa il significato religioso secondo la Tradizione, possono partecipare alle seguenti celebrazioni: - Novena di sant'Anna al Santuario Madonna del Boschetto - alle ore 20.45. - Santa Messa al Santuario il giorno 26 luglio alle ore 10.00
Cenni storici di Dorno Secondo alcuni storici, Dorno avrebbe origini etrusche, in quanto la sua etimologia verrebbe da un certo "Horn", che era un condottiero del popolo etrusco. E' una località antichissima, nota fin dall'epoca romana in quanto punto di sosta per il cambio dei cavalli delle legioni dirette in Gallia. Questo paese, infatti, corrisponde alla medievale "Plebs durnensium" ed alla romana "Durius" o "Durnae". Testimoni delle soste e degli accampamenti romani sono i reperti di materiali trovati in seguito ad alcuni scavi effettuati nella zona di S. Materno e della cascina Batterra; inoltre è venuta alla luce una necropoli composta da una sessantina di tombe. E' anche certo che Annibale abbia soggiornato a Dorno, prima di sconfiggere i romani nella battaglia del Ticino, avvenuta nel 218 a.C. Nel XII secolo è teatro di guerra fra Milano e Pavia: viene posto a ferro e fuoco e saccheggiato insieme a Lomello, Garlasco e Valeggio. A causa delle scorribande delle compagnie di ventura, il paese viene fortificato e neanche Luchino dal Verme, inviato in Lomellina nel 1359 da Gian Galeazzo, riesce ad espugnarlo. Filippo Maria Visconti nel 1428 consegna il feudo di Dorno a Raffaele e Teramo degli Adorni; estintasi questa famiglia, Francesco Sforza nel 1449 cede il feudo dornese ad Antonio Crivelli, capitano dell'esercito milanese, in cambio della fortezza di Pizzighettone. Dorno ha l'onore di ricevere nel 1497 l'imperatore Massimiliano I mentre è in viaggio verso Como per raggiungere la Germania; in questa occasione, con un atto firmato a Gropello e datato 8 dicembre, l'imperatore conferisce ad Alfonso del Carretto il marchesato di Dorno e di Vigevano. Nel 1523 le truppe francesi, impossibilitate ad assediare Pavia, si accampano sulle rive del Terdoppio, nelle vicinanze di Dorno, e difendono la Lomellina per assicurarsi i viveri. Le truppe di Carlo di Borbone, detto il Connestabile, occupano la Lomellina, impadronendosi del castello dei Crivelli di Dorno e di Sannazzaro. Nel 1616 gli spagnoli occupano Dorno, imponendo al paese una tassa di ventimila lire imperiali; impossibilitati a pagare, i consoli vengono arrestati e rinchiusi nella fortezza di Pizzighettone. Le donne portano i loro monili d'oro per liberare i parenti imprigionati. |