la parola del parroco

 

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Dicembre 2009 - Avvento
  Novembre 2009 - Vita di comunità  
  Maggio 2009 - Mese di maggio  
  Marzo 2009 - Quaresima 09   
  Novembre 2008 - Incontri settimanali sulla Parola di Dio  
  Settembre 2008 - Nuovo anno pastorale  
Luglio/Agosto 2008 - Riposare è trovare il tempo per ringraziare il Signore
Maggio 2008 - Maria, donna della Speranza nel nostro tempo
  Febbraio 2008 - Quaresima 08  
Novembre 2007 - Consiglio Pastorale Vicariale
Gennaio 2007 - Chi prega si salva
  Novembre 2006 - La gioia della vita liturgica  
  Ottobre 2006 - Il convegno diocesano di Mortara  
  Giugno 2006 - L'immagine sacra di via Cairoli  (Dino Invernizzi)  
  Aprile 2006 - Cristo è veramente risorto!  
  Febbraio 2006 - La vita  
  Gennaio 2006 - Verso il convegno di Verona  
  Dicembre 2005 - Caro Gesù bambino  
  Ottobre 2005 - Carissimi genitori  
 

 
  (ottobre 2004) Don Fontino

Cari parrocchiani eccoci insieme per la prima volta, in questo spazio riservato alla parola del parroco.

Prima di tutto rinnovo gli auguri a tutti i cristiani della comunità di Dorno, mi torna ancora in mente la bella e calorosa festa preparatami per l'ingresso, domenica 12 settembre, subito mi avete accolto come uno di famiglia.

Grazie di cuore a tutti autorità civile e associazioni. Siamo nel mese di ottobre, dedicato alla Madonna del S. Rosario e alle missioni. Che cos'è il Rosario? Perché pregare col Rosario? Ogni volta che la Madonna è apparsa sempre ha raccomandato, oltre la conversione, la recita del S. Rosario per ottenere da Gesù le grazie che desideriamo, l'unione delle famiglie e la pace per il mondo intero.

Il Rosario da una parte è una preghiera semplice, ripetere l'Ave Maria è un abbandonarsi fiducioso e filiale nelle braccia della mamma celeste, dall'altra parte è una preghiera teologicamente profonda, in quanto, in ogni decina contempliamo la vita gaudiosa, luminosa, dolorosa e gloriosa di Gesù.

La recita del Rosario personale, porta ad una serenità interiore, la recita comunitaria diventa invocazione corale per ottenere le grazie desiderate.

Domenica 24 ottobre è la giornata missionaria mondiale. Ognuno di noi nel giorno del battesimo, tra i tanti doni ricevuti, è stato chiamato anche a diventare missionario, nel senso che davanti ai drammi che colpiscono l'umanità, non possiamo chiudere gli occhi, una mente ed un cuore missionario sanno andare oltre, è necessaria una nuova mentalità: in famiglia creare relazioni cordiali, superare problemi, andare dal mio vicino anziano solo, malato che ha bisogno di "attenzioni", collaborare con le associazioni per concretizzare l'amore e la carità.

Vogliamo riflettere ed offrire dopo "l'offerta", una settimana del nostro vivere quotidiano al Signore per questa intenzione.

Ora termino augurando a tutti tanto bene

 

 

 
     
  Vecchi articoli  
     
 

(maggio 2004) don Luigi

Cari amici,

abbiamo appena celebrato la Santa Pasqua e ascoltato l'invito a rinnovarci nel profondo del cuore per aprirci alla speranza.

Gesù Cristo ci ha liberati dal peccato che è schiavitù dell'egoismo, incapacità di aprirci agli altri, di amare.

L'avvenire della nostra comunità dipende dal modo di celebrare il memoriale della morte e resurrezione del Signore. Il ritrovarci ogni domenica attorno all'altare a celebrare l'eucaristia non può essere solo una gratificazione di gruppo, ma deve essere celebrazione di una comunità che si sente salvata dal proprio Signore.

Una comunità che proprio perchè salvata, vive con apertura di vedute e di cuore.

Superiamo i confini spesso troppo ristretti dei nostri numerosi gruppi, quasi che i partecipanti siano "clienti riservati". Mettiamoci tutti al servizio del cammino del paese, ognuno con le proprie capacità che sono dono per costruire il dialogo e una fraternità concreta.

Guardiamo a Maria ss. immagine della chiesa quale comunità che ascolta e porta frutto nell'amore e nella giustizia.

Impariamo a scoprire ovunque i segni della presenza amorosa e della Parola di DIO: nel creato che in questo periodo si rinnova in una esplosione di vita, nell'uomo immagine di Dio, nel messaggio meraviglioso dei Sacramenti, nella grazia che svela la volontà di Dio per noi.

don Luigi

 

 
     

(maggio 03) don Luigi

 

Carissimi

                           

    molti giorni passano nella noia e cadono nell’oblio. Sicuramente la giornata di domenica 25 maggio p.v. non subirà questa sorte. E’ il giorno che vedrà realizzarsi, anche formalmente, il gemellaggio tra la nostra comunità di Dorno e quella di Comazzo.

Nella nostra epoca di globalizzazione, in cui queste cose sembrano inflazionate o ricercate solo per motivi di mercato, noi, con questo gesto, andiamo a ricuperare i fondamenti di una ragione di vita che ha portato tante generazioni a mettersi in atteggiamento di dono nell’ambiente della famiglia e della società.

Un detto sapienziale afferma: “ Se un popolo perde la propria memoria non ha futuro”. Vogliamo guardare a s.Materno come a colui che ha iniziato e sostenuto, con la sua presenza e  predicazione, un cammino di fede giunto sino a noi aprendo la nostra speranza.

E nel ritornare alle nostre origini ci troviamo necessariamente uniti a tanti nostri fratelli che, facendo come noi un cammino di crescita, hanno trovato Dio come fondamento e padre di tutti.

L’incontro con la comunità di Comazzo e la condivisione di tanti valori, nella memoria di s.Materno, è un segno forte che si può superare ogni divisione e ritrovarsi a camminare assieme per realizzare la profonda aspirazione del cuore.

                                                                                                 don Luigi