San Materno Vescovo

  

 

Inno a San Materno

A te s'innalzi un cantico di riverente amore.

Che fortemente levasi da tutti i nostri cuori.

 

TU CHE L'ETERNO GIUBILO,

GODI CON DIO LASSÙ:

O SAN MATERNO ASCOLTACI,

PREGA PER NOI GESÙ.

O SAN MATERNO ASCOLTACI,

PREGA PER NOI GESÙ.

 

A noi la fede tempraci con carità e ardore.

Per essere nel mondo fratelli nell'amore.

GLORIA

 

GEMELLAGGIO DORNO-COMAZZO

 

  

San Materno di Milano Vescovo

festività: 18 luglio

Secolo IV

E' il settimo vescovo di Milano, successore immediato di Mirocle, che partecipò ai concili di Roma del 313 e di Arles del 314 ed antecessore immediato di Protasio, che partecipò al concilio di Sardica del 343-344; erroneamente gli Atti leggendari della sua vita lo antepongono a Mirocle, collocando il suo episcopato durante la persecuzione di Diocleziano e mettendolo in particolare relazione con i martiri milanesi Nabore e Felice (nella cui basilica egli fu sepolto) ed anche con i martiri Vittore, Fedele, Carpoforo ed Alessandro.
Gli antichi cataloghi dei vescovi milanesi lo dicono morto il 18 luglio: ed in questo giorno viene ricordato sia dalla liturgia ambrosiana, sia dal Martirologio Romano; tuttavia il Liber notitiae sanctorum Mediolani, del XIV sec., lo ricorda il 19 1uglio.
Gli vengono attribuiti dodici anni di episcopato. Le reliquie di s. Materno furono oggetto di una ricognizione privata da parte di s. Carlo Borromeo nel 1571.
La piú antica rappresentazione iconografica del santo si trova in un mosaico della basilichetta di S. Vittore in Ciel d'Oro, del sec. V, attualmente incorporata nella basilica di S. Ambrogio, in cui s. Materno è raffigurato, barbato e vestito d'una dalmatica tra i ss. Nabore e Felice.

Autore: Antonio Rimoldi

Fonte:  Bibliotheca Sanctorum 

  

  

 il Gruppo 

 

Nel mese di settembre 2002 si è costituito ufficialmente il Gruppo "Amici di San Materno" riuniti in un Sodalizio con il seguente statuto:

(bozza dello statuto)

 1 – costituzione, denominazione e sede

 1.1   – Nella Parrocchia di s.Maria Maggiore in Dorno è costituito il sodalizio “Amici di s.Materno”  con sede in Dorno, presso la chiesa di s.Materno, e le sue pertinenze, in via vicinale s.Materno.

 2 – scopo e oggetto sociale

 2.1 – Il sodalizio non ha fini di lucro

 2.2 – Sorge per volontà di tutti coloro che nella condivisione dei valori umani e cristiani, promuovono la memoria storica del vescovo san Materno per far conoscere il suo impegno umanitario e religioso.

 2.3 – si propone di

a)     realizzare un programma annuale di celebrazioni religiose e di manifestazioni finalizzate a diffondere la venerazione del santo Vescovo, amico del popolo dornese e compatrono del paese, assieme con l’apostolo s.Bartolomeo, e a ravvivare la memoria storica ed il significato religioso e umanitario della sua azione pastorale.

b)     garantire celebrazioni religiose, nella chiesa a lui dedicata, con il coinvolgimento degli iscritti e aperte alla comunità e a tutti coloro che vogliono partecipare.

c)      favorire tra gli iscritti al Sodalizio e tutti gli altri l’incontro, la collaborazione e la crescita comunitaria alla luce dei valori umani e cristiani che elevano la cultura, la qualità e la dignità della persona, sollecitando la partecipazione di tutti.

d)     promuovere, nel suo nome e con il suo patrocinio, varie attività umanitarie, caritatevoli, culturali ed ambientali a favore  e nell’interesse del prossimo da svolgere anche in collaborazione con Enti ecclesiastici, pubblici e privati, nonché iniziative in ordine all’impegno di volontariato e di solidarietà mediante opere di misericordia spirituali e corporali particolarmente in soccorso alle nuove povertà.

e)     provvedere, in collaborazione con il Parroco, alla conservazione e manutenzione della chiesa di s.Materno e allo sviluppo del suo patrimonio che rimangono proprietà della Parrocchia di s.Maria in Dorno.

 2.4 – promuoverà ogni iniziativa per solennizzare la festa di s.Materno, Vescovo di Milano, che ricorre il 18 luglio

 3 – patrimonio ed entrate

 3.1 – Il sodalizio non ha patrimonio proprio. (Il patrimonio del Sodalizio è costituito da) I beni mobili e immobili che pervengono a favore della chiesa di s.Materno a qualsiasi titolo, da elargizioni e contributi da parte di enti pubblici e privati o persone fisiche. (saranno amministrati dal Sodalizio in sintonia con la Parrocchia di s.Maria M. per interventi in favore della chiesa di s.Materno e dell’area adiacente e per iniziative e attività inerenti)

 3.2 – per l’adempimento di suoi compiti, in sintonia con la Parrocchia, il Sodalizio potrà disporre delle seguenti entrate:

a.      contributo dei soci, degli enti, dei privati, da proventi derivanti da attività del Sodalizio e da liberalità

b.      proventi da “quote associative”

c.      sottoscrizioni, raccolte pubbliche, donazioni, contributi e lasciti.

 3.3 – Alla fine di ogni anno gli utili  o gli avanzi di gestione delle attività ordinarie e straordinarie non impegnati per il finanziamento di programmi anche pluriennali saranno devoluti in beneficenza.

 3.4 – i versamenti degli iscritti non creano altri diritti di partecipazione e, in particolare non creano quote indivise di partecipazione personali o trasmissibili.

 4 .- adesioni

 4.1 – Possono aderire al Sodalizio tutte le persone maggiorenni che dimostrino piena adesione agli scopi e ai principi fissati dal presente Statuto.

 4.2 – L’adesione è a tempo indeterminato

 4.3 – Chi intende aderire al Sodalizio deve presentare espressa domanda al Consiglio di Gestione, recante la dichiarazione di condividere la finalità del Sodalizio e l’impegno di osservarne lo Statuto e il regolamento.

 4.4 – la formale adesione sarà approvata dal Consiglio e ratificata dall’assemblea 

 4.5 – i nuovi Associati entreranno a far parte del Sodalizio a pieno titolo dopo un anno dalla delibera del Consiglio e potranno essere eletti a cariche trascorsi due anni.

 4.6 – Tutti i soci sono effettivi e, come tali possono partecipare a tutte le attività del Sodalizio e sono a loro disposizione le strutture, i mezzi e le attività: il tutto con le modalità e il rispetto delle norme stabilite dal regolamento e dalle direttive che il Consiglio di gestione del Sodalizio può in ogni momento dare.

 4.7 – Gli iscritti al Sodalizio potranno portare un segno esterno che qualifichi la loro appartenenza e partecipazione.

 4.8 – Per gli iscritti viene stesa e adottata la Regola interna di mutua assistenza spirituale, materiale e  morale, del rispetto reciproco. La Regola non imposta ma accettata formalmente al momento dell’iscrizione, sarà elemento distintivo di concreta testimonianza dei valori professati e degli scopi descritti nel presente Statuto.

 5 – rinuncia

 5.1 – Chiunque aderisce al Sodalizio può in qualsiasi momento notificare al Consiglio di Gestione la sua volontà di recedervi, con efficacia immediata.

 5.2 – in presenza di gravi motivi il socio può essere escluso con deliberazione del Consiglio di Gestione con effetto immediato. Si deve dare comunicazione all’interessato con i motivi che hanno determinato l’esclusione.

 6 – L’Assemblea

 6.1 – L’Assemblea dei soci è l’organo primario del Sodalizio alla quale competono le direttive di gestione e le decisioni più importanti.

 6.2 – Essa è indetta dal Consiglio di Gestione ed è convocata dal Reggente o, in caso di suo impedimento, da uno dei componenti il Consiglio stesso.

 6.3 – l’Assemblea è costituita dai soci aventi diritto di voto, ossia dai soci maggiorenni che abbiano compiuto l’anno di iscrizione al Sodalizio.

 6,3 – l’Assemblea è presieduta dal Reggente o, in caso di suo impedimento, dal consigliere più anziano di adesione, e poi di età o, in ultima istanza, dalla persona designata dagli intervenuti.

 6.4 – il Reggente è assistito dal Segretario, anche non socio, nominato dall’assemblea.

 6.5 – spetta al Reggente costatare il diritto dei presenti a partecipare all’Assemblea e la validità della costituzione dell’Assemblea stessa.

 6.6 – L’Assemblea viene convocata almeno due volte l’anno, per l’approvazione del rendiconto economico, per l’eventuale rinnovo delle cariche e per ogni altra decisione che le compete e le viene sottoposta.

 6.7 – l’Assemblea sia ordinaria che straordinaria è validamente costituita in prima convocazione quando sia presente la metà più uno dei soci aventi diritto; in seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti. L’avviso di convocazione deve prevedere anche l’orario e ilo luogo di svolgimento della seconda convocazione.

 6.8 – Le Assemblee straordinarie sono convocate ogni qualvolta il Consiglio di Gestione lo reputi necessario e lo deliberi o quando siano richieste, con domanda motivata, sottoscritta da almeno  un quarto dei soci aventi diritto al voto

 6.9 – Per la validità delle deliberazioni dell’Assemblea straordinaria, chiamata ad esprimersi su modifiche allo Statuto è necessaria la presenza almeno della maggioranza dei soci aventi diritto al voto in prima convocazione, mentre è sufficiente la presenza di almeno un quarto degli stessi in seconda convocazione. Qualora validamente costituita l’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

 6.10 – per la validità delle deliberazioni dell’Assemblea straordinaria chiamata ad esprimersi sullo scioglimento del Sodalizio è necessaria la presenza di almeno tre quarti dei soci aventi diritto al voto in prima convocazione, mentre è sufficiente  la presenza di almeno  il cinquantuno per cento degli stessi in seconda convocazione. Qualora validamente costituita l’Assemblea delibera a maggioranza assoluta dei presenti.

 6.11 – L’Assemblea sia ordinaria sia straordinaria viene convocata mediante lettera postale e avvisi negli bacheche del sodalizio.

 6.12 – L’Assemblea ordinaria

a.      elegge ogni triennio i componenti del Consiglio di Gestione, l’economo e il Segretario

b.      annualmente vota il bilancio o consuntivo economico

c.      approva i programmi annuali proposti dal Consiglio di Gestione, le attività del Sodalizio e delibera su proposte di modifica del regolamento

d.      delibera sugli altri argomenti iscritti all’ordine del giorno

 6.13 – L’Assemblea straordinaria

a.      delibera su argomenti di convocazione straordinaria secondo il punto 6.8 del presente statuto.

b.      delibera su proposte di modifica dello statuto

 6,14 – per l’elezione alle cariche sociali e per la ratifica di adesione, prevista al 4.4 del presente statuto, si vota a scrutinio segreto, negli altri casi si vota normalmente per alzata di mano, salvo diversa determinazione dell’assemblea.

 7 – Consiglio di Gestione

 7.1 – Il Sodalizio ha un Consiglio di Gestione composto da quattro persone elette dall’Assemblea più il Parroco pro-tempore come assistente spirituale, che potrà farsi aiutare o sostituire da altro sacerdote.

 7.2 – Il Consiglio è l’organo responsabile della gestione del Sodalizio e cura collegialmente tutta l’attività.

 7.3 – E’ composto da quattro membri eletti dall’Assemblea tra i soci maggiorenni aventi diritto al voto e aventi una anzianità associativa di almeno due anni.

 7.4 - Il Consiglio di Gestione resta in carica tre anni e i suoi componenti possono essere rinnovabili

 7.5 – Il Consiglio di Gestione si riunisce entro 15 giorni dalla elezione dell’assemblea presieduto dal consigliere più anziano di adesione; in tale prima riunione conferisce tra i suoi componenti la carica di Reggente.

 7.6 – il Reggente presiede il Consiglio e l’Assemblea, cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea stessa

 7.7 – l’Economo redige il libro delle entrate e delle uscite e partecipa alle adunanze del Consiglio con voto consultivo.

 7.8 – L’archivista-segretario redige il verbale delle riunioni e custodisce l’archivio del Sodalizio.

 7.9 – in funzione di esigenze gestionali e di attività il Consiglio potrà affidare specifici incarichi ad iscritti, da almeno due anni, ritenuti idonei alle mansioni richieste.

 7.10 – quale strumento atto a disciplinare le attività gestionali l’Assemblea adotta ed adegua il Regolamento di Gestione.

 8 – decadenza del Consiglio di Gestione

 8.1 – il Consiglio di Gestione decade:

a.      per dimissioni contemporanee della metà più uno dei suoi componenti

b.      per vacanze, per qualsivoglia causa, non contemporanee nell’arco del triennio della metà più uno dei suoi componenti; fino al raggiungimento di tale limite, infatti, ai consiglieri vacanti subentreranno in ordine i primi non eletti.

 

 

 L'antica chiesa di Dorno 

L'antica costruzione  era una piccola chiesa campestre dedicata al santo compagno di S. Siro, e conservava la pietà dei dornesi. Nel 1576 era cadente, senza porta. Nel 1635 è stata restaurata dai fedeli. Fu di nuovo visitata nel 1703. Si trovò l'altare assai vecchio e sopra l'ancona, dipinta con la B. V. Maria e l'infante Gesù, trai SS. Materno V. e Bartolomeo Ap., entro una cornice antica di legno scolpito. L'oratorio era di struttura assai buona con le sue finestre. Vi era il campaniletto con due campane. Si celebravano due messe in canto una la 18 luglio per voto della Comunità, l'altra il 14 settembre festa del titolare. Prima del 1675 eravi la messa settimanale. Vi era il portico antico. La comunità di Dorno protestava presso il Visitatore, perché voleva che si riconoscesse un diritto che i consoli avevano su la chiesa di San  Materno. Nella visita del 29 settembre 1785 si diche che questa chiesa fu edificata ex devocione Populi eiusdem Loci. è importante questa devozione, assai antica, del coevo di San Siro per la diffusione della fede nell'agro lomellino. Vedremo come si connette con la stessa devozione del protovescovo pavese nel chiericato dei SS. Biagio e Siro. Nle 1811 fu trovata ancora in buono stato, e mantenuta dalla pietà dei fedeli. 

(tratto da: Dorno -  memorie religiose, di Padre Francesco Pianzola - 15/08/1933)

  

 La nuova chiesa di san Materno Vescovo 

(le informazioni sono tratte dal libro: DORNO Appunti Storici di Dino Laboranti) 

Verso la fine di febbraio del 1964 rovinò un pezzo di volta e nei giorni 3 marzo e seguenti questo antico oratorio campestre di S. Materno fu abbattuto perché cadente e pericolante.

Nel 1970, nel corso di scavi intrapresi nella zona di San Materno dal Gruppo Archeologico Dornese della Biblioteca Comunale, sotto le fondamenta dell'antica costruzione, ormai ridotta a un cumulo di macerie, furono portati alla luce alcuni pezzi di marmo rosa facenti parte di una colonna e mattoni romani.

Questa antica chiesetta sorgeva difatti ai Iati di una strada romana di secondaria importanza che si diramava dalla strada consolare delle Gallie che passava per Dorno e , oltrepassando il Po a Cascinotto, si inoltrava nel Vogherese per raggiungere l'Appennino e quindi i valichi che portavano al Mar Ligure.

Sullo stipite della porta di entrata della chiesetta era dipinta questa iscrizione latina:"Hic Deus omnipotens sanctum pro plebe praecantem/ Maternum exaudit votaque pienafacit./Coeli cive praecante saluti redditur aeger/ Aridus et pluviis saepe redundat ager/Gaudeat hinc populus tanto protectus amico/ Confisus speret prospera cuncta sibi."

Nella zona di San Materno fu rinvenuta, nella primavera del 1973, una necropoli (luogo di sepoltura con tombe romane a cremazione), a testimoniare stanziamenti umani d'epoca tardo celtica e romana {IO a.C. -IO d.C.) con ornamenti di letti funebri, appliques con profili umani e zoomorfi, ceramiche, vasi con incisioni a stecca decorati e verniciati, lacrimatoi, coppe, monete e reperti vitrei.

Dal fatto che certo a San Materno ci fu un insediamento romano nacque probabilmente la leggenda tramandata dai vecchi del paese secondo cui la chiesetta fu costruita dove una volta era Dorno; la leggenda riferisce inoltre che l'abitato, fu distrutto dall'Imperatore Federico IO Barbarossa nel XII secolo.

Nel 1996 è iniziato il rifacimento dell'antico oratorio con Il recupero di alcune parti dell'originale fondazione ad opera di un gruppo di volontari coordinato dall'Ing. Emilio Biscaldi che ne ha redatto il progetto e guidati dal Geom. Battista Cucchi. La riconsacrazione della nuova chiesetta campestre è stata ufficiata da Sua Eccellenza Mons. Claudio Baggini Vescovo di Vigevano il 23 settembre 2001. 

I Il 13 luglio 1996 erano iniziati i lavori per la ricostruzione dell'antica chiesetta.

L'idea era stata promossa ed attuata dall'Associazione "La Sorgente", nata nel 1994 da un gruppo di amici con lo scopo di creare iniziative di volontariato senza fini di lucro a favo- re di tutta la Comunità.

La ricostruzione ha avuto luogo sul perimetro dell'edificio preesistente, del quale erano rimasti intatti solo alcuni monconi di muratura e i quattro piedi dei pilastri d'angolo.

Proprio per rispettare tali piedi la nuova struttura è stata appoggiata su pilastri che si arretrano di un paio di metri rispetto agli angoli stessi ed aggetta su di essi con struttura a sbalzo.

Su tutto il perimetro è stata pure creata una fascia orizzontale di vetro trasparente posta separazione tra l'antica e nuova muratura.

Tale fascia, che ha funzione pratica di impedire la risalita di umidità lungo i muri, vuole avere anche una duplice funzione simbolica: di mostrare che la Chiesa del terzo millennio poggia, pur mediante una nuova "trasparenza" sulle fondamenta della Chiesa antica; di invitare i fedeli che si raccoglieranno dentro le sue mura a guardare non solo verso l'alto ma anche in senso orizzontale verso i propri fratelli e le bellezze naturali che il Creatore ci ha affidato. 

I lavori sono stati portati avanti esclus1vamente nei giorni di sabato e prefestivi; vi hanno partecipato di volta in volta volontari di ogni età e, saltuariamente, alcune imprese del paese. Nell'archivio parrocchiale è stata depositata una nutrita documentazione fotografica, attestante l'avvenuta ultimazione dei lavori di costruzione benedetta il 23 settembre 2001 da Mons. Baggini e con una celebrazione eucaristica ufficiata da Don Guido Bosini alla presenza di sacerdoti oriundi dornesi.

L'altare è stato realizzato con una lastra di sasso sorretta da due ritti ricavati da un manufatto idraulico utilizzato nei fossi per fermare e deviare l'acqua per l'irrigazione dei campi.

Il suo significato è immediato se si pensa che l'antica devozione popolare contadina di Dorno usava rivolgersi a S. Materno quale protettore dei raccolti o quale propiziatore di pioggia dopo prolungati periodi di siccità.

Il pavimento è costituito da pianelle in cotto recuperate da demolizioni di vecchie case del paese, mentre le 14 pianelle immediatamente antistanti l'altare costituiscono tutto ciò che si è potuto recuperare dal pavimento originario.

Le panche restaurate da un volontario con la passione per il legno provengono dalla Chiesa di S. Rocco di cui sono in corso i lavori di consolidamento statico.

Il 19 luglio 2001 i coniugi Negri Gregorio e Quattrini Maria donano alla Parrocchia di Dorno il terreno confinante a sud con la Chiesa di S. Materno, che gli stessi avevano acquistato all'inizio dei lavori perché non sorgessero ostacoli di tipo urbanistico che si opponessero alla ricostruzione, permettendo così di pensare per il futuro ad un programma di più ampio respiro che consenta un uso attivo del luogo di culto e di meditazione.